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l'angolo del critico per spiegare l'arte di Anna Maria Guarnieri

I CRITICI RACCONTANO ANNA MARIA GUARNIERI

I critici d'arte Loredana Trestin, Sergio Pesce,  Federica Giobbe, Anna Rita Delucca, raccontano la pittura di Anna Maria Guarnieri

Loredana Trestin

Il mondo di Anna Maria Guarnieri abbraccia con creatività la diversità delle esperienze umane.

Forza de tempo - Una testa di leone con in bocca una clessidra.

Se hai sempre desiderato immergerti in un mondo dove la creatività abbraccia la diversità delle esperienze umane, allora preparati a scoprire l'arte affascinante e multiforme di Anna Maria Guarnieri.
In questa serie di articoli, esploreremo le molteplici sfaccettature delle sue opere, offrendoti una prospettiva unica che va oltre la superficie artistica.
In questo viaggio esplorativo, dove le opere di Anna Maria Guarnieri si rivelano come un prezioso passepartout, una chiave di lettura per affrontare tematiche diverse, i colori e le forme diventano un linguaggio ricco di significati, e l'arte, come affermato da Gregg Braden, pioniere nel campo della scienza e spiritualità, trova un rifugio nei cuori che sono pronti ad aprirsi a una comprensione più profonda. Attraverso le opere di questa creativa, apriremo finestre su mondi antichi e contemporanei, tessendo una trama visiva dell'anima umana.
Unisciti a noi in questo viaggio affascinante attraverso l'arte di Anna Maria, dove ogni articolo è un capitolo che si svela come parte di un racconto più ampio.
Lasciati ispirare dalla sua creatività e dalla sua capacità di trasformare concetti astratti in opere d'arte che parlano direttamente all'anima.

Oltre il Pennello: Anna Maria Guarnieri, architetto di culture e ponte per il futuro

L’artista non dipinge solo con colori e forme, ma conduce un viaggio profondo attraverso le radici culturali e le sfide del nostro tempo. Ogni tratto del suo pennello e gli inserimenti materici diventano un ponte tra il passato e il presente, incanalando riflessioni tangibili per un futuro sostenibile.
Le radici culturali, rappresentate dall'albero della vita, ci collocano come eredi dei popoli di Gaia. In questo contesto, il blu della spiritualità e il rosso terracotta della terra si fondono in un equilibrio armonico, sottolineando l'importanza di una connessione profonda tra l'universo spirituale e la realtà terrena.
Guardando alle torri, simboli di civiltà passate e presenti, emergono come testimonianze delle impronte culturali che definiscono il nostro cammino. Il monito di Confucio "Lo studio senza riflessione è un'arma spuntata", ci guida a considerare le torri come lezioni viventi, progetti collettivi che richiedono riflessione e consapevolezza per evitare che la storia cada nell'oblio.
Le frequenze della musica, intrecciate nelle opere, ci conducono a un dialogo armonioso tra il nostro presente e il battito del pianeta. "La musica è il suono del cuore che pensa" di Julien Green, sottolinea l'importanza di un'armonia globale, mentre le opere di Guarnieri ci suggeriscono di trovare un equilibrio tra la nostra vita frenetica e la melodia più ampia del mondo che ci circonda.
Clessidre e iconografie diventano simboli di vita, richiamando la consapevolezza del tempo come risorsa preziosa. Friedrich Nietzsche ci avverte che "la vita senza la musica sarebbe un errore" suggerendo che ogni istante è un'opportunità per plasmare il nostro futuro in un'opera d'arte in continua evoluzione.

 

Viaggio esoterico tra colori, simboli, filosofia e connessioni universali.

Nei dipinti dell'artista Anna Maria Guarnieri, i colori diventano portatori di messaggi profondi, aprendo una finestra sulla spiritualità e l'esoterismo. Le sfumature di blu, come il cielo infinito, trasmettono la dimensione spirituale delle opere, richiamando all'oltre e alla ricerca del significato oltre i confini del visibile.
Il blu diventa il filo che lega le esperienze umane, stratificate nel corso del tempo, come un bagaglio prezioso che l'umanità porta con sé attraverso le epoche.
Il color oro, con la sua luce radiante, simboleggia la spiritualità e l'elevazione dell'anima, invitando alla riflessione sulla nostra natura interiore, alla ricerca del significato e della saggezza nella vita quotidiana.
Il bianco, simbolo di purezza e trascendenza, si intreccia nella trama delle opere, suggerendo la ricerca di verità e chiarezza, come una tela vuota su cui dipingere le storie nascoste della storia e della filosofia.
Il rosso, vibrante e passionale, introduce un elemento di vita e vitalità nelle opere, simboleggiando energia e forza, connesso a personaggi storici che hanno plasmato il mondo e indicando una connessione con la forza intrinseca della vita e della storia.
l colore ocra, presente nelle opere di Anna Maria Guarnieri, potrebbe assumere significati simbolici legati alla terra e alla natura. 

 

La filosofia e le riflessioni sul tempo emergono come chiavi di lettura nei dipinti, invitandoci a meditare sulla natura fugace del tempo e sulla sua interconnessione con la storia e il presente. Le colonne architettoniche, come aforismo visivo, rappresentano la solidità delle radici storiche, un ancoraggio per comprendere il flusso del tempo. Guarnieri si erge come guida filosofica, invitando a riflettere su massime come "Il passato è il fondamento del futuro" e "Nel colore, troviamo la chiave per aprire le porte del significato". Le immagini di animali diventano metafore di insegnamenti esoterici, suggerendo una profonda connessione tra la natura, la storia e la spiritualità umana.

 

Nel contesto moderno, il simbolismo assume una rilevanza ancor più significativa, affrontando tematiche attuali attraverso un linguaggio simbolico. Guarnieri utilizza i simboli come specchio per riflettere su aspetti della vita moderna, incanalando le sfide e le trasformazioni attraverso le immagini di animali, colonne architettoniche e colori vibranti. L'albero della vita, uno dei simboli più significativi nelle opere di Guarnieri, diventa una chiave di decifrazione essenziale. Rappresenta la vitalità, la crescita e la connessione tra le radici del passato e le foglie del presente, ai rami del futuro. L'albero simboleggia la nostra esperienza umana, dove le radici sono il nostro bagaglio storico e le foglie sono le nostre attuali manifestazioni, il tutto in costante crescita verso nuovi orizzonti. Decifrare l'albero della vita nelle opere di Guarnieri diventa un invito a comprendere il nostro passato, a connetterci con il presente e a proiettarci consapevolmente nel futuro. Nelle sue opere, spesso troviamo immagini di fortezze e bastioni, simboli di forza e difesa. Questi elementi architettonici suggeriscono una riflessione sulla nostra resilienza di fronte alle sfide della vita e alla protezione delle nostre radici culturali. Il tetragramma ebraico, nascosto nei millenni ma cruciale per la comprensione delle opere, emerge come un simbolo centrale. Rappresenta il nome di Dio, un richiamo alla spiritualità e alla connessione divina che permea tutte le cose. La presenza di questo simbolo nei dipinti di Guarnieri aggiunge uno strato di profondità, suggerendo una connessione tra l'umano e il divino, una ricerca spirituale che attraversa il tempo e la storia.

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L'empowerment sociale di Anna Maria Guarnieri mette ponti tra passato e presente.

La connessione tra l'arte della Guarnieri e l'empowerment sociale è evidente sin dal primo sguardo alle sue opere. Le pitto-sculture dell'artista, combinazioni di pittura e scultura, tracciano paralleli tra le torri antiche come la Torre di Babele e le strutture moderne, sottolineando come ogni civiltà lasci una traccia nel tempo e come le nostre azioni attuali possano influenzare il futuro. Questo ci spinge a riflettere su come possiamo contribuire positivamente alla società e al pianeta.
Il pensiero di Anna Maria Guarnieri, che vede la vita come un insieme di meccanismi interconnessi, risuona profondamente con le idee di filosofi come Martin Heidegger, il quale sottolineava l'importanza di vivere in autentica armonia con il nostro ambiente. La sua arte ci invita a considerare come ogni nostra azione, ogni scelta, abbia ripercussioni sull'intero sistema. Questa visione olistica e interconnessa della vita è particolarmente rilevante oggi, in un'epoca in cui le azioni individuali possono avere effetti globali.
In definitiva, le opere di questa pittrice di alti valori morali, sono molto più di semplici creazioni artistiche; sono potenti strumenti per l'empowerment sociale. Attraverso simboli antichi e interpretazioni moderne, ci invitano a riflettere sulla nostra eredità, sulla nostra responsabilità verso il pianeta e sulla necessità di vivere in equilibrio tra spirito e materia. L'arte diventa così una voce per il cambiamento, capace di ispirare una società più consapevole e armoniosa. Nell'epoca attuale, segnata da rapidi cambiamenti e sfide globali, questi messaggi risuonano con particolare urgenza: dobbiamo riconnetterci con le nostre radici, comprendere il nostro posto nel mondo e lavorare collettivamente per un futuro sostenibile e giusto. Questo richiamo all'azione è essenziale per promuovere un reale empowerment sociale, dove ogni individuo sente di avere il potere e la responsabilità di contribuire al benessere collettivo.

 

L'arte di Anna Maria Guarnieri offre visioni per un futuro armonioso e sostenibile.

Le opere di Anna Maria Guarnieri offrono uno sguardo introspezionale e critico sul nostro rapporto con l'ambiente, invitando gli spettatori a riflettere sul loro impatto ecologico e sulla necessità di un futuro più sostenibile.
Nei suoi dipinti la natura non è solo uno sfondo, ma una protagonista attiva che riflette la nostra relazione con il mondo naturale. Le sue rappresentazioni visive dall'alto offrono una prospettiva globale delle dinamiche terrestri, sottolineando l'interconnessione tra tutte le forme di vita. Questa visione amplia la nostra comprensione, facendoci vedere oltre il nostro immediato, verso un quadro più grande e complesso.

Sergio Pesce

La storia come esperienza comune, nei dipinti dell'artista Anna Maria Guarnieri

Saremo Liberi - un portone  semiaperto lascia intravedere un alba con dei gabbiani in volo.

Le opere dell'artista Anna Maria Guarnieri si legano le une alle altre, perché nella storia che esse rappresentano sono organicamente connesse, come fasi necessarie allo svolgimento della nostra esperienza comune.
Questi diversi atteggiamenti, maturati da un'unica dialettica aiutano la conoscenza dell'arte e l'educazione a saper guardar oltre le singole rappresentazioni, come intendeva fare il simbolismo. L'artista è simbolista nel rimando all'idea che vuole ridisegnare la sua funzione iconografica per accettare il suo nuovo significato, qui mediato dal contesto pittorico, frutto dell'incontro tra gli stati d'animo espressi dalla letteratura ed il mezzo espressivo, esemplificato dalla mano sicura della Guarnieri.
Effige quindi del connubio letteratura e arte, la sua pittura esprime la passione del contenuto più puro, ovvero dell'intuizione lirica, esigendo l'attenzione di un pubblico accorto affinché possa viverla attraverso lo spirito onirico che essa stessa evoca.
Il rapporto fra il pubblico e questi dipinti, trasforma il primo nel vero soggetto della rappresentazione. Il senso quasi umanistico della poetica dell'artista ci aiuta a cogliere il rapporto continuo tra noi e la storia, quindi la nostra esperienza. Vincolo inscindibile perché ci determina e ci suggerisce le risposte ai nostri quesiti, se solo gli dedicassimo maggior attenzione. Il triplice dilemma esposto in pittura da Gauguin Da dove veniamo? Chi siamo? Dove andiamo? sottolinea proprio questa realtà che oggi l'artista Guarnieri coglie partendo dalle origini stesse del simbolismo. Alla base della sua ricerca vi è il movimento in puro senso ideista. Nell'ipotetica ruota che muove il mondo nel tempo, l'ingranaggio diviene protagonista. I suoi dentelli gli permettono di ruotare e muovere altri oggetti meccanici producendo quindi un effetto. Allo stesso modo anche l'uomo entrando in contatto con i suoi simili, conferisce vita all'esperienza che come abbiamo già detto, oggi chiamiamo storia.
Questo continuo richiamo al senso celato, trova soluzione riflettendo su ciò che vediamo raffigurato nelle sue opere. Osservando con attenzione il dipinto nella sua completezza simbolica ci fornirà la chiave per aprirci al vero significato, spesso nascosto da una porta. Aprendo questo ostacolo che l'uomo stesso ha creato, lo spettatore abbraccia una nuova coscienza introspettiva legata alla comunità. L'opera Verso la libertà infinità, incanala l'agire della Guarnieri nei binari più consoni alla sua stessa tesi, che potremmo considerare a questo punto influenzata da un impegno sociale in senso simbolista. L'uomo proprio perché parte di un meccanismo comune, spesso tende a dimenticare ciò che lo circonda negandosi libertà concettuali insite nella sua mente. Nonostante questa spiccata sensibilità la pittrice compie un percorso diverso dal suo predecessore Jan Toorop. Essa rimane fedele ad una pittura concreta e materiale utile ai suoi scopi, senza abbandonarsi al linearismo.
La storia volutamente decontestualizzata, quasi metafisica nella sua espressione pittorica ci porta ad apprezzare dipinti come Omaggio all'Impero. Influenzata evidentemente dalla pittura Pompeiana, l'artista esorcizza il dramma realmente avvenuto nella città campana, inserendo l'ingranaggio simbolo di progresso. Oggetto tradotto in puro movimento verso il quotidiano quindi alla volta dello spettatore, ora fermo a riflettere sul dipinto. Tale sviluppo non lo si deve intendere in senso vasariano, ma nell'ottica storica come la stessa Guarnieri ci invita a fare, soffermandoci a riflettere sul rapporto tra esseri umani. Se l'ingranaggio è simbolo tangibile dell'avanzamento, al tempo stesso lo divengono i due sposi ritratti. Essi infatti in una concezione aristotelica rappresentano la famiglia in potenza. Quindi progressività e continuità dell'uomo nelle epoche.
Il racconto pittorico dell'artista, sulle fasi evolutive del percorso umano, evoca quelle opere divenute simboli per l'intera comunità. Sono quindi esse stesse degli elementi riconoscibili per ogni epoca di appartenenza. Potrei suggerire un parallelismo con i famosi "paletti" della storia introdotti dallo storico tedesco Marc Bloch alla metà del Novecento. Elementi utili a contestualizzare il nostro passato. In fondo stiamo parlando della stessa essenza di quella materia ben conosciuta dall'artista che è la storia dell'arte.
La Guarnieri per far funzionare il suo processo simbolico denota una forte conoscenza della disciplina, impiegandosi essa stessa come storica. I suoi saggi scientifici sono queste tele che rapiscono il pubblico con la suggestione congenita della materia. L'aspetto dualistico "l'arte per l'arte", insito nella pittrice, è esso stesso simbolico ove il richiamo dell'antico diviene protagonista del dipinto e permette all'uomo di considerarsi soggetto in senso comunitario.
I suoi dipinti sono una sinopia di un affresco storico che spetterà a noi completare attraverso i mezzi che lei stessa ci fornirà e che noi dovremmo essere in grado di comprendere.

Anna Rita Delucca

Il terzo occhio nella pittura di Anna Maria Guarnieri

Il percorso della vita - Un binario che entra  in un tunnel  che vuole essere un portale astrale

L’espressione artistica della Guarnieri consiste prettamente nel modo in cui affronta i temi che animano la sua opera omnia: la poesia, l’archetipo dell’esistenza e il tempo scandito dagli ingranaggi della fantasia, dai piccoli e grandi portali, attraverso cui l’uomo esce ed entra, schiavo/libero della vita, serrature metafisiche che aprono e chiudono gli spazi alle nostre idee e ci conducono al di là della materia, oltre la fisicità, in un mondo etereo e soprannaturale. Un mondo che vogliamo esplorare, ma non possiamo, perché chiusi nella prigione della fisicità, che però attraverso i simboli della storia e del mito, insiti dentro di noi, lasciano campo libero alla fantasia e al mondo spirituale delle idee.
Lo stile, ricercato e composto, è intriso di tradizione fiorentina umanistico/rinascimentale molto raffinata, unita alla sostanza sempre attuale delle tematiche affrontate, pur innestate in un’aura di eternità metafisica e spirituale che culmina nell’espressione della vita in tutta la sua essenza: il prima, il durante, il dopo.
L’ultraterreno si insinua nei quadri della Guarnieri e lo spettatore non può non avvertirlo: lo assimila attraverso la visione dei colori pastosi, vivi, ma nel contempo eterei. Colori accostati con minuzia, sperimentati e mescolati accuratamente, per ottenere tonalità che contribuiscano a creare un’atmosfera di ascetico rapimento della mente e dello spirito.
L’opera intitolata "Civiltà alla ricerca del cielo", colpisce l’osservatore proprio sotto questo profilo: l’accostamento simbolico delle torri di Babele e di Pisa, mondo antico e moderno, ordine e caos, si protendono all’assoluto; oriente e occidente, materia e universo, uomo e divino, ieri come oggi, nell’ingranaggio che ci stringe e ci trattiene nella dimensione del tempo, ma ci proietta col suo moto circolare e perfetto nell’universalità dello spirito.
Guarnieri è un’ottima esecutrice delle sue idee pittoriche, capace di trasmettere una profonda espressività alla rappresentazione, un’espressività molto suggestiva e ricca di contenuti. Ad esempio le ‘formelle’ in pitto-scultura, eseguite con una tecnica particolare, molto efficace per la raffigurazione dell’incompiutezza, del tempo inesorabile, dell’eternità, del limite umano, sono dipinte con puntigliosa precisione dopo aver steso una base gessata che dona un tocco finale all’insieme, di intima e calda aderenza della materia pittorica al fondo. Con tutto ciò, la Guarnieri costringe l’occhio dell’osservatore a portare immediatamente l’attenzione sul dettaglio, per coglierne così la profondità; la prospettiva poi, così minuziosamente studiata e calcolata con precisione, prima di essere trasferita sull’opera pittorica, contribuisce allo scopo di esercitare la visione oltre l’immagine. “Pittura con il terzo occhio“, così oserei definire l'operato di Anna Maria Guarnieri, un'artista che trasmette quell'elemento spirituale che si trasforma in strumento per nutrire l’anima, attraverso l’opera d’arte, e unisce la storia della realtà, al mondo delle idee, usando una pupilla virtuale che diviene l’occhio dell’interiorità.

FEDERICA GIOBBE

Mostrare gli ingranaggi dell'anima è l'arte di Anna Maria Guarnieri, fatta col cuore per arrivare al cuore

Segregazione - Un vitello legato stretto e con catene a una staccionata.

Spesso ci si sofferma muti sull’importanza che scaturisce quando un artista riesce ad unire tradizione e ricerca, identità e fantasia, cuore ed anima.
Anna Maria Guarnieri, nella sua rigorosa indagine di senso, persegue ed incarna proprio questi aspetti interiori. E’ una di quelle artiste che, nata in seno ad una tradizione dalle caratteristiche nette e profonde, ha saputo percorrere con sensibilità e rigore una via del tutto personale ed originale; affiancandosi negli anni ad un simbolismo quasi arcaico, antico e remoto, aprendo la propria ricerca al dialogo tra arte e tempo e traducendo nella materia pittorica, la necessità di una riflessione su se stessa e sul proprio rapporto con la spazialità.
Alcuni segni ricorrenti nella sua pittura filosofica, possono essere definiti “elementi-Guarnieri”, distintivi di un linguaggio iconico e simbolico, d’imprintig metafisico, che permangono immobili nella memoria dello spettatore più attento e curioso: alberi, animali, muri ed ingranaggi come simboli alchemici e classici di un’epoca passata, divengono presenze ineffabili che partiscono sulla superficie della tela una certa sicurezza allo sguardo.
Le sue tele sono come lavagne che accolgono i pensieri più nascosti; dove le immagini di miti attuali sono enigmi non da risolvere, ma da comprendere. Architetture quasi cadenti, in bilico, in cui ogni elemento compositivo è legato ad una riflessione silenziosa ed introspettiva, piuttosto che al disagio che spesso il pericolante porta con sé.
Agli occhi e all’anima dell’artista la vita, oggi, ha regalato magici momenti d’infinito che ha saputo condividere con tutti noi in un linguaggio semplice, ma colto, quasi accompagnandoci per mano, in luoghi che mostrano un desiderio di isolamento dal caos, per rifugiarsi idealmente in quell’universo sommesso e scomposto che è la sua più accesa creatività.
Un’arte, quella della Guarnieri, fatta col cuore che parte ed arriva al cuore; dove simboli e pensieri di antropologica memoria si fanno semplici allegorie di un mondo lontano ma vicinissimo. Nel corso degli anni accademici, tutta la sua opera prende spunto dall’osservazione accorta della realtà a lei più intima e vicina.
La Guarnieri affronta temi diversi rivisitando con sapiente intelligenza e sensibilità, fasi della storia delle civiltà arcaiche e moderne con la sua pratica artistica e la sua cultura profonda, avendo il merito di aver resuscitato diverse istanze pittoriche, riportando con semplicità la figurazione al centro narrativo, regalando nuova luce alle sue emozioni più vere. Nella pittura di Anna Maria Guarnieri, infatti, come incipit ereditato dal surrealismo, la narrazione induce il fruitore ad un’azione di riconoscimento e di auto-analisi di sé e del proprio spazio, in un’atmosfera al limite dell’onirico.  Immagini evocative come in “segregazione” sono delicate riflessioni a cuore aperto sulla libertà lesa e mancata della natura, ed appare ovvio come le sue vedute urbane o marittime come in “chiamata celeste”, condensino sulla tela cambiamenti atmosferici e continue trasformazioni del luogo ritratto; un’operazione sofisticata di sintesi e compressione del tempo reso immagine con abile sentimento.
Nella sua poetica espressiva prendono vita, nel medesimo spazio, una moltitudine di tradizioni culturali e religiose, che si incontrano in un unico grande meccanismo cosmico chiamato “esistenza”. Il mito è rivisitato in chiave attuale ma mai banale, memoria di un passato che vive nel presente, dove ancora una volta, l’ordinario viene trasformato in straordinario. Il tempo, per l’artista, è sacro ed ogni istante serve a costruire quel piccolo patrimonio di ore buone che devono restare nella vita di ognuno di noi e danno senso ad un respiro.

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