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Opere dell'artista Anna Maria Guarnieri
Le opere dell'artista Anna Maria Guarnieri sono innumerevoli e tutte caratterizzate da un simbolismo magico e da reperti archeologici delle civiltà passate. In questa galleria e nelle altre seguenti potete vederne una piccola parte.

L'ESODO DELL'UOMO NELLA STORIA
Pitto-scultura 123x76 cm su tavola.
La storia o meglio la preistoria dell'uomo, ha inizio secondo le attuali ricostruzioni, circa 2 milioni di anni fa, proprio in quel periodo che è stato chiamato Paleolitico; si è trattato di una ricostruzione che è partita da piccoli reperti, umani e non, ma oggi, grazie alle nuove tecnologie di analisi genetica, è possibile ricostruire il cammino della nostra lunga epopea, che io amo chiamare esodo. Si! perché dal momento che i nostri progenitori hanno lasciato la culla dell'Africa, è iniziato il nostro esodo, un errare verso l'Europa, l'Asia e le Americhe e che ancora oggi ci porta su altri pianeti. Abbiamo lasciato l'Africa senza sapere dove saremmo arrivati, senza una meta precisa, ma certamente con molti desideri, vivere meglio, scoprire nuovi ambienti, conoscere; e nel nostro errare, siamo stati contaminati, da altri esseri umani, da altre culture, da altri modi di vivere, e oggi i ricercatori ci dicono, che non esistono popoli isolati geneticamente, ovvero che nel DNA di ogni uomo, ci sono informazioni per la creazione e il funzionamento del nostro corpo, che derivano da tutti i nostri predecessori, africani, asiatici, europei o americani. Dunque, per essere breve e sintetica, noi siamo eredi di tutti i popoli della terra e usufruiamo di tutto quello che nel bene o nel male, l'uomo ha saputo creare e tramandare.
Nell'opera che vuole rappresentare una frazione di un ingranaggio, ho rappresentato 4 civiltà, egizia, greca, italica e peruviana, tutte separate da un magma trasfusionale e pervasivo.
La storia o meglio la preistoria dell'uomo, ha inizio secondo le attuali ricostruzioni, circa 2 milioni di anni fa, proprio in quel periodo che è stato chiamato Paleolitico; si è trattato di una ricostruzione che è partita da piccoli reperti, umani e non, ma oggi, grazie alle nuove tecnologie di analisi genetica, è possibile ricostruire il cammino della nostra lunga epopea, che io amo chiamare esodo. Si! perché dal momento che i nostri progenitori hanno lasciato la culla dell'Africa, è iniziato il nostro esodo, un errare verso l'Europa, l'Asia e le Americhe e che ancora oggi ci porta su altri pianeti. Abbiamo lasciato l'Africa senza sapere dove saremmo arrivati, senza una meta precisa, ma certamente con molti desideri, vivere meglio, scoprire nuovi ambienti, conoscere; e nel nostro errare, siamo stati contaminati, da altri esseri umani, da altre culture, da altri modi di vivere, e oggi i ricercatori ci dicono, che non esistono popoli isolati geneticamente, ovvero che nel DNA di ogni uomo, ci sono informazioni per la creazione e il funzionamento del nostro corpo, che derivano da tutti i nostri predecessori, africani, asiatici, europei o americani. Dunque, per essere breve e sintetica, noi siamo eredi di tutti i popoli della terra e usufruiamo di tutto quello che nel bene o nel male, l'uomo ha saputo creare e tramandare.
Nell'opera che vuole rappresentare una frazione di un ingranaggio, ho rappresentato 4 civiltà, egizia, greca, italica e peruviana, tutte separate da un magma trasfusionale e pervasivo.

I VOLTI NELLA STORIA
Pitto-scultura su tavola 140x70
Anche andando a ritroso nei secoli, il volto è sempre stato per gli uomini al centro dell'attenzione e
oggi si ritiene il volto talmente importante che sempre più persone non esitano a ricorrere al chirurgo
plastico.
Oggi ci sono volti che pur non corrispondendo alla realtà, sono divenuti delle icone con caratteri
somatici precisi: ad esempio il volto di Gesù. Un volto che per ogni occidentale è un una figura
leggermente sorridente, con pelle chiara, lunghi capelli castani chiari che scendono ai lati del viso e
occhi azzurri. Eppure occorre ricordare che nessuno degli evangelisti, si è preoccupato di descrivere
che aspetto avesse Gesù
Anche andando a ritroso nei secoli, il volto è sempre stato per gli uomini al centro dell'attenzione e
oggi si ritiene il volto talmente importante che sempre più persone non esitano a ricorrere al chirurgo
plastico.
Oggi ci sono volti che pur non corrispondendo alla realtà, sono divenuti delle icone con caratteri
somatici precisi: ad esempio il volto di Gesù. Un volto che per ogni occidentale è un una figura
leggermente sorridente, con pelle chiara, lunghi capelli castani chiari che scendono ai lati del viso e
occhi azzurri. Eppure occorre ricordare che nessuno degli evangelisti, si è preoccupato di descrivere
che aspetto avesse Gesù

UNA VITA DA ABBRACCIARE
pitto-scultura su tavola 113x86
Questa mia opera è dedicata alla vita che tutti hanno il dovere e dovrebbero avere il piacere di vivere.
Io indubbiamente sono una donna fortunata, sono nata in una nazione tra le migliori del mondo, piena di tanta bellezza e la mia salute è buona, dunque non posso lamentarmi e per me è stato facile abbracciare la vita, tuttavia credo che non vi sia persona capace di intelletto, che abbia il diritto di rinunciare alla vita. Mi rendo conto, che questa mia opinione può essere contestata, ma a coloro che ...
Questa mia opera è dedicata alla vita che tutti hanno il dovere e dovrebbero avere il piacere di vivere.
Io indubbiamente sono una donna fortunata, sono nata in una nazione tra le migliori del mondo, piena di tanta bellezza e la mia salute è buona, dunque non posso lamentarmi e per me è stato facile abbracciare la vita, tuttavia credo che non vi sia persona capace di intelletto, che abbia il diritto di rinunciare alla vita. Mi rendo conto, che questa mia opinione può essere contestata, ma a coloro che ...

ACQUA VIVA
pitto-scultura su tavola 60x70
L'opera si ispira al versetto biblico di Giovanni 4,10: Gesù le rispose (alla samaritana che attingeva l'acqua da un pozzo molto profondo): Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: “dammi da bere”, tu stessa gliene avresti chiesto, ed egli ti avrebbe dato dell'acqua viva (sorgente d'acqua che zampilla per la vita eterna).
Durante il cammino della nostra vita a tutti capita di avere sete e tuttavia ignorare la sete degli altri. Tale ignoranza porta a privarsi della possibilità d’instaurare dialoghi e di conoscere gli altri e noi stessi. Oggi, in una società dove a stento ci guardiamo negli occhi perché troppo spesso instauriamo simulacri virtuali di dialogo, vediamo nella parabola, un Gesù che supera i pregiudizi culturali e guarda
L'opera si ispira al versetto biblico di Giovanni 4,10: Gesù le rispose (alla samaritana che attingeva l'acqua da un pozzo molto profondo): Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: “dammi da bere”, tu stessa gliene avresti chiesto, ed egli ti avrebbe dato dell'acqua viva (sorgente d'acqua che zampilla per la vita eterna).
Durante il cammino della nostra vita a tutti capita di avere sete e tuttavia ignorare la sete degli altri. Tale ignoranza porta a privarsi della possibilità d’instaurare dialoghi e di conoscere gli altri e noi stessi. Oggi, in una società dove a stento ci guardiamo negli occhi perché troppo spesso instauriamo simulacri virtuali di dialogo, vediamo nella parabola, un Gesù che supera i pregiudizi culturali e guarda

IN PRINCIPIO ERA IL VERBO, POI FU ITALIA
pitto-scultura 100x100 by Anna Maria Guarnieri
Con l’approvazione della legge n. 4671 emanata dal Regno di Sardegna il 17 marzo 1861, Vittorio Emanuele II proclamava ufficialmente la nascita del Regno d'Italia, assumendone il titolo di Re per sé e per i suoi successori.
I personaggi che hanno maggiormente contribuito alla nascita dell’Italia sono ben noti, Vittorio Emanuele II, Giuseppe Garibaldi, Camillo Benso conte di Cavour e Giuseppe Mazzini, ma nella mia pitto-scultura campeggia al centro il sommo poeta Dante Alighieri, vissuto circa 600 anni prima di tali grandi personaggi. Per fortuna, a chiarire un'eventuale interrogativo, soccorre il titolo dell’opera: “In principio era il verbo e poi fu Italia” che indirizza subito il nostro intelletto a comprendere bene questa opera che oso immodestamente definire monumentale ...
Con l’approvazione della legge n. 4671 emanata dal Regno di Sardegna il 17 marzo 1861, Vittorio Emanuele II proclamava ufficialmente la nascita del Regno d'Italia, assumendone il titolo di Re per sé e per i suoi successori.
I personaggi che hanno maggiormente contribuito alla nascita dell’Italia sono ben noti, Vittorio Emanuele II, Giuseppe Garibaldi, Camillo Benso conte di Cavour e Giuseppe Mazzini, ma nella mia pitto-scultura campeggia al centro il sommo poeta Dante Alighieri, vissuto circa 600 anni prima di tali grandi personaggi. Per fortuna, a chiarire un'eventuale interrogativo, soccorre il titolo dell’opera: “In principio era il verbo e poi fu Italia” che indirizza subito il nostro intelletto a comprendere bene questa opera che oso immodestamente definire monumentale ...

CIVILTA' ALLA RICERCA DEL CIELO
pitto-scultura su tavola 110x80
Risalendo a ritroso nel tempo, troviamo sempre divinità in tutte le civiltà del mondo, cambia il loro nome, ma non la sete del divino che ogni cultura ha sempre espresso.
Come è scaturita la vita? Come è nato l'uomo? e perché è così diverso da gli altri esseri viventi?
Queste domande sopravvivono ancora oggi e provengono dagli antichi miti dei popoli, dai sabbiosi reperti archeologici e dalle grandi torri, campanili, obelischi, totem che a ogni latitudine si ergono verso il cielo.
Risalendo a ritroso nel tempo, troviamo sempre divinità in tutte le civiltà del mondo, cambia il loro nome, ma non la sete del divino che ogni cultura ha sempre espresso.
Come è scaturita la vita? Come è nato l'uomo? e perché è così diverso da gli altri esseri viventi?
Queste domande sopravvivono ancora oggi e provengono dagli antichi miti dei popoli, dai sabbiosi reperti archeologici e dalle grandi torri, campanili, obelischi, totem che a ogni latitudine si ergono verso il cielo.

TRIADE COSMICA
Pitto-scultura su tavola 98x 294
Da molti anni realizzo opere in pitto-scultura inserendo il miei ingranaggi come stilema. L'ingranaggio è un'icona che richiama il lavoro, come nell'emblema della repubblica italiana, ma per me richiama molte immagini. Per esempio la cooperazione, poiché un ingranaggio da solo non serve, ma richiama anche il rispetto di ogni cosa, vivente o inanimata, poiché un sistema di ingranaggi ha necessità di rimanere integro per assolvere alla sua funzione. Il filosofo e teologo William Paley alla fine del 1700 parlava del "grande orologiaio",
Da molti anni realizzo opere in pitto-scultura inserendo il miei ingranaggi come stilema. L'ingranaggio è un'icona che richiama il lavoro, come nell'emblema della repubblica italiana, ma per me richiama molte immagini. Per esempio la cooperazione, poiché un ingranaggio da solo non serve, ma richiama anche il rispetto di ogni cosa, vivente o inanimata, poiché un sistema di ingranaggi ha necessità di rimanere integro per assolvere alla sua funzione. Il filosofo e teologo William Paley alla fine del 1700 parlava del "grande orologiaio",

AMORE E SOLIDARIETA'
pitto-scultura su tela 60x92
Come una serie di ingranaggi riescono a produrre forze immense che possono muovere pesi enormi, cosi la solidarietà, unita all'amore, riesce mirabilmente a raggiungere risultati altrimenti impossibili. Un giorno una piccola donna minuta che risponde a Madre Teresa di Calcutta, ebbe a dire: "Sappiamo bene che ciò che facciamo non è che una goccia nell'oceano. Ma se questa goccia non ci fosse, all'oceano mancherebbe". Oggi sicuramente possiamo affermare che quella donna minuta ha portato,
Come una serie di ingranaggi riescono a produrre forze immense che possono muovere pesi enormi, cosi la solidarietà, unita all'amore, riesce mirabilmente a raggiungere risultati altrimenti impossibili. Un giorno una piccola donna minuta che risponde a Madre Teresa di Calcutta, ebbe a dire: "Sappiamo bene che ciò che facciamo non è che una goccia nell'oceano. Ma se questa goccia non ci fosse, all'oceano mancherebbe". Oggi sicuramente possiamo affermare che quella donna minuta ha portato,

LE COLONNE DELLE CIVILTA'
pitto-scultura su tela 60x150
Le grandi prime civiltà della storia umana sono quelle dei Sumeri, Assiri, Babilonesi, Fenici, Maya, Aztechi, Inca, e naturalmente, la lunga e meravigliosa stagione dell'Antico Egitto. Dalle "rovine" di queste civiltà nasce anche la cultura "mediterranea" ovvero la civiltà minoico/cretese, cicladica e micenea, fino agli etruschi, ai greci e ai romani. Con "le colonne delle civiltà, Anna Maria Guarnieri ci regala una mirabile sintesi della storia delle civiltà del pianeta, a sinistra vediamo rappresentati gli Assiri e a destra i Maya,
Le grandi prime civiltà della storia umana sono quelle dei Sumeri, Assiri, Babilonesi, Fenici, Maya, Aztechi, Inca, e naturalmente, la lunga e meravigliosa stagione dell'Antico Egitto. Dalle "rovine" di queste civiltà nasce anche la cultura "mediterranea" ovvero la civiltà minoico/cretese, cicladica e micenea, fino agli etruschi, ai greci e ai romani. Con "le colonne delle civiltà, Anna Maria Guarnieri ci regala una mirabile sintesi della storia delle civiltà del pianeta, a sinistra vediamo rappresentati gli Assiri e a destra i Maya,

VERSO ALTRE CIVILTA'
pitto-scultura su tavola 65x135
Da sempre ogni ponte costruito da uomini è fatto per unire due sponde di un fiume o comunque due terre altrimenti separate. La Guarnieri dunque, da brava simbolista moderna, utilizza il ponte per congiungere idealmente civiltà lontane, sia geograficamente che temporalmente. Non è infatti un caso che l'artista abbia utilizzato un ponte a più arcate, proprio per sottolineare la lontananza; come non è per caso che nell'opera è stato posto, quasi specularmente un grande ingranaggio, notoriamente simbolo del grande ciclo dell'universo, che nel tempo, regola l'evolversi di ogni cosa. Il messaggio, è comunque quello caratteristico della nostra artista "archeologa"
Da sempre ogni ponte costruito da uomini è fatto per unire due sponde di un fiume o comunque due terre altrimenti separate. La Guarnieri dunque, da brava simbolista moderna, utilizza il ponte per congiungere idealmente civiltà lontane, sia geograficamente che temporalmente. Non è infatti un caso che l'artista abbia utilizzato un ponte a più arcate, proprio per sottolineare la lontananza; come non è per caso che nell'opera è stato posto, quasi specularmente un grande ingranaggio, notoriamente simbolo del grande ciclo dell'universo, che nel tempo, regola l'evolversi di ogni cosa. Il messaggio, è comunque quello caratteristico della nostra artista "archeologa"
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