RIFLESSIONI DI ANNA MARIA GUARNIERI SU UNA VITA DEDICATA ALL'ARTE
- 10 apr
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Dopo vari decenni di appassionata ricerca e sperimentazione artistica, dopo una vita dedicata all'arte, mi sento sempre più impegnata a trasmettere con le mie opere sensazioni atte a far meditare la mente e a riscaldare il cuore.
Io credo che come nessun meccanismo di un aereo riesce a volare separato dal suo insieme, nessuna cosa può assolvere egregiamente alle proprie funzioni, senza il determinante contributo del contesto nel quale si trova.

Questa credo sia una legge universale o almeno è la mia convinzione, dalla quale neppure l'uomo viene sottratto. Anzi è proprio all'uomo che voglio rivolgermi, con i miei ingranaggi e le mie opere.
Siamo tutti troppo spesso cieche ruote di un orologio e proprio perché ciechi, non ci rendiamo sempre conto che facciamo parte di un grande meccanismo, nel quale ogni pur piccolo ingranaggio assolve al perfetto funzionamento.
Siamo ciechi, perché pensiamo di poter chiudere le proprie porte agli altri e siamo ciechi perché ci illudiamo di poter egregiamente volare senza il carrello di atterraggio, o senza le ali, o senza i vetri, o senza i sedili o senza qualsiasi altra cosa necessaria per restare in aria in relativa sicurezza.

Siamo ciechi quando pensiamo di non aver bisogno di nessuno, ma è sufficiente un piccolo mal di denti per ricordarci che senza il dentista non sapremo vivere, siamo spesso ciechi e sordi, eppure amiamo un bel tramonto e la melodia di una musica.
Se dunque qualcuno di quei pochi spettatori delle mie opere, si sofferma per un breve attimo osservando un mio quadro e in quella breve frazione di tempo, il suo cuore si riscalda e nella sua mente guizza un fremito per l'altrui vita, io mi sento di aver speso bene la mia vira artistica.


