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Notizie su eventi presenti, passati o futuri, che contemplano la partecipazione dell'artista Anna Maria Guarnieri

INCHINO A GAIA

  • 12 nov 2021
  • Tempo di lettura: 2 min

Questa opera di Anna Maria Guarnieri, intitolata "Inchino a Gaia", è un mirabile esempio di come il simbolismo moderno possa tradurre concetti filosofici arcaici in un linguaggio visivo contemporaneo, materico e vibrante. L'opera, come ha dichiarato l'artista, trae ispirazione “Dall'inno alla madre degli Dei” del filosofo greco Teofrasto (371-287 a.C.) ed è eseguita su tavola di 102x102 cm.

Inchino  a Gaia dell'artista Anna Maria Guarnieri
Inchino a Gaia dell'artista Anna Maria Guarnieri

L'artista non si limita a dipingere la Terra (chiamata dagli antichi greci Gaia), ma ne mette in scena la sacralità attraverso una composizione che fonde delicatezza e potenza generatrice.

L'opera appare strutturata su una geometria radiale che richiama il concetto di centro del mondo (Axis Mundi), tanto che la figura centrale è una ballerina colta nell'atto di un inchino profondo. Questo gesto non è solo eleganza formale, ma rappresenta l'umiltà dell'essere umano (e dell'anima) di fronte alla vastità della Creazione. La gonna ampia, che ricorda la sezione di una conchiglia o un fiore che sboccia, si espande fino a sovrapporsi parzialmente al globo terrestre, suggerendo che la vita biologica e l'arte sono emanazioni dirette del pianeta.


“L'inno alla Madre degli Dei” di Teofrasto, trova riscontro visivo immediato nei dettagli:

- dei fiori gialli, posti nella parte inferiore che richiamano la "generosità verso tutta l'umanità" e la rinascita della flora descritta dal filosofo greco.

-delle farfalle, rappresentate con uno stile tridimensionale e contenenti piccoli ingranaggi, incarnano la Dea che "risplende come una luminosa farfalla". E noi sappiamo che nel simbolismo classico, la farfalla è anche Psiche, l'anima, che vola libera grazie alla nutrizione spirituale e materiale fornita da Gaia.


L'uso della tecnica pitto-scultorea è particolarmente evidente nella cornice decorata con stelle e nella texture del supporto. Le piccole sfere bianche che punteggiano lo sfondo azzurro sembrano perle di rugiada o stelle celesti, collegando il macrocosmo (le stelle e l'universo) al microcosmo (la terra e i suoi frutti).


Con l'opera “inchino a Gaia”, Anna Maria Guarnieri, interpreta Gaia non come un oggetto inerte da sfruttare, ma come una divinità operosa, alla quale dobbiamo deferenza. L'inchino della protagonista è un monito per l'osservatore moderno: ritrovare il senso di gratitudine e rispetto per "colei che provvede al cibo per le bestie selvatiche e per le piante verdi".

L'opera trasmette un senso di equilibrio cosmico grazie alla scelta di colori luminosi — l'azzurro terso, il rosa madreperlaceo della veste e l'oro/argento dei rilievi — eleva il tema ecologico a una dimensione spirituale. Non è solo un quadro sulla natura, è un'icona laica dedicata alla vita che si rigenera costantemente e si trasforma in eterno.


In sintesi, un lavoro profondo che riesce a rendere tangibile e palpabile, l'invisibile legame che unisce l'uomo alle radici della Terra, nostra primissima madre.

Ubaldo da Urbino

 
 
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