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Notizie su eventi presenti, passati o futuri, che contemplano la partecipazione dell'artista Anna Maria Guarnieri

LA SULAMITA - come un giglio tra i rovi

  • 12 apr 2024
  • Tempo di lettura: 4 min

Aggiornamento: 16 apr

L'opera LA SULAMITA di Anna Maria Guarnieri è stata presentata per la prima volta al pubblico della XX Edizione della Mostra "IL SACRO NELL'ARTE" presso il Convento di Firenze della SS. Annunziata dei Frati Servi di Santa Maria.

La Sulamita - come un giglio tra i rovi
La Sulamita - come un giglio tra i rovi

La rassegna d'arte sacra si è conclusa domenica 14 Aprile 2024 e complice la mite temperatura quasi estiva, la media giornaliera dei visitatori è stata altissima, tanto che ogni giorno si sono viste frotte di visitatori, molti dei quali turisti in cerca di bella arte. E nel chiostro grande della SS. Annunziata di Firenze nel quale si è svolto l'evento, dobbiamo orgogliosamente dire che c'è tanta arte con la A maiuscola. Non ci riferiamo alle opere della Guarnieri o a quelle dei suoi valenti contemporanei, ma di vera storia dell'arte. Basti dire che sul chiostro della SS. Annunziata si affaccia la cappella di San Luca, che come molti sapranno, è il santo protettore dei medici e dei pittori.

Cappella di San Luca - da sinistra: San Giovanni, San Luca, Melchidesech, San luca che dipinge la Madonna, Giosuè, San Pietro, San Paolo.
Cappella di San Luca - da sinistra: San Giovanni, San Luca, Melchidesech, San Luca che dipinge la Madonna, Giosuè, San Pietro, San Paolo.

A alcuni potrebbe apparire strano il connubio tra medici e pittori, ma la storia ci dice che il sodalizio nacque perché gli artisti realizzavano tavole anatomiche e illustrazioni di piante officinali che servivano ai medici come strumento didattico.

Comunque indagando nella storia di questa cappella, si può scoprire che dal 1563 è depositaria dell'Accademia delle Arti del Disegno e che era nata nel 1339 per "sovvenire nelle cose dell'anima e del corpo". Pertanto oggi possiamo affermare che è l'Accademia artistica più antica del mondo occidentale e si pensi che il primo accademico eletto con il titolo di "Padre delle Arti" fu Michelangelo Buonarroti, ma poi seguiranno infiniti artisti fino ad arrivare a Pablo Picasso.

Tornando comunque alla bellezza della cappella, vi basti sapere che hanno lavorato ad essa artisti come Vasari, Bronzino, Allori, Santi di Tito, Montorsoli e Danti. Nella sua cripta si conservano i resti di tanti uomini celebri e molti artisti, tra i quali Jacopo Pontormo e Benvenuto Cellini.

Lapide
Lapide con il motto "Floreat semper vel invita morte"
San Luca - Affresco
San Luca - Affresco

E' comunque stato interessante per Anna Maria Guarnieri notare che l'ingresso alla cripta è celato da una grossa lapide che riporta il motto "floreat semper vel invita morte" (fiorisca sempre anche a dispetto della morte). Vi domandate perché? Scopritelo nell'opera La Sulamita che di seguito il Dott. Ubaldo da Urbino ci racconta:

L'opera di Anna Maria Guarnieri è un esempio magnetico di pitto-scultura, dove la materia emerge dalla bidimensionalità della tela per farsi corpo e simbolo. Il titolo, "La Sulamita - come un giglio tra i rovi", ci proietta immediatamente nel cuore pulsante del Cantico dei Cantici, trasformando la figura biblica in un'icona di purezza e resilienza.

Come probabilmente sapete, il Cantico dei cantici è uno dei libri più belli e intensi della Bibbia. È un'opera poetica che celebra l'amore tra due giovani, un uomo e una donna. Il testo è ricco di immagini e metafore che esprimono la passione, la gioia e la bellezza dell'amore particolarmente intenso. Il Cantico è stato interpretato in molti modi diversi nel corso della storia, ma non ci sono dubbi che il tema centrale sia l'amore celebrato in tutte le sue forme, dall'amore fisico all'amore spirituale.

L'amore fisico è espresso nelle immagini sensuali che descrivono la bellezza dei due giovani e il loro desiderio reciproco.

La ragazza è spesso paragonata a un giardino chiuso e fiorito, a una gazzella, a un'aquila o a un giglio. Il ragazzo è invece paragonato a un leone, a un cedro del Libano o a un fiume. Queste immagini esprimono la bellezza, la forza e la vitalità dell'amore che appare con una forza tanto potente da trascende la ragione e la logica.

Il Cantico infatti termina con un’affermazione fondamentale, ovvero nel duello fra Thanatos (morte) ed Eros, si afferma che “forte come la morte è l’amore, tenace come il regno dei morti è la passione: le sue vampe sono vampe di fuoco, una fiamma divina. Le grandi acque non possono spegnere l'amore né i fiumi travolgerlo.

Nell'opera di Anna Maria la donna Sulamita è rappresentata con una ieraticità che ricorda le icone bizantine, ma con una modernità espressiva nei lineamenti. Il suo sguardo, chiaro e diretto, non è di sfida, ma di una consapevolezza trascendente. È una figura che "vede" oltre il mondo sensibile, incarnando l'anima eletta che mantiene la propria integrità nonostante le asperità esterne (i "rovi").

L'elemento più distintivo dell'opera è l'elaborato copricapo, dove la tecnica della pitto-scultura raggiunge la sua massima espressione:

- l'uso di rilievi, perle e gemme incastonate crea un contrasto tattile con la morbidezza del volto e del velo;

- le file di pietre colorate (azzurre, verdi, ambra) non sono solo ornamentali, ma sono attributi regali che definiscono la santità della donna;

- il cerchio dorato esterno, punteggiato da rilievi sferici, mentre ricorda l'ingranaggio tanto caro alla Guarnieri, incornicia la figura come un astro, elevando la Sulamita a una dimensione divina o solare.

Il Giglio Bianco e carnoso, occupa la parte inferiore della composizione. È il simbolo tradizionale di purezza, innocenza e scelta divina. Rappresenta la Sulamita stessa: una bellezza candida che fiorisce in un contesto oscuro e difficile.

Il velo azzurro richiama il manto della Vergine Maria (nella tradizione cristiana, la Sulamita è spesso vista come sua prefigurazione), evocando pace, spiritualità e infinito. L'oro, invece, simboleggia l'incorruttibilità e la luce eterna.

L'opera della Guarnieri non si limita a illustrare un testo sacro, ma compie un'operazione di archetipizzazione. La tecnica di pitto-scultura (l'inserto scultoreo su base pittorica) serve a sottolineare che la spiritualità non è solo un concetto astratto, ma una realtà "solida", tangibile, che si può quasi toccare.

In un mondo spesso arido e "spinoso", in un mondo dove la donna viene troppo spesso degradata a oggetto usa e getta, come anche recitano i testi di certe canzoni Rap, questa Sulamita diventa un manifesto di resistenza estetica e morale. È la bellezza che non si lascia scalfire, protetta dalla sua stessa luce e dalla sua corona di saggezza.

Ubaldo da Urbino

 
 
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