La pace in cammino con fratello sole e sorella luna
- 15 mar
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Aggiornamento: 16 mar
Il 22 Febbraio 2026 è iniziato il cammino di questa opera, che per gli 800 anni dalla morte di San Francesco, l'artista Anna Maria Guarnieri ha messo a disposizione delle autorità ecclesiastiche e istituzionali per eventi in onore del patrono d'Italia.

In provincia di Firenze, presso la chiesa dell'autostrada di Campi Bisenzio, Domenica 22 Febbraio ha esposto per la prima volta l'opera "La pace in cammino con fratello sole e sorella luna". Per l'inaugurazione erano presenti autorità istituzionali e il prof. Franco Cardini, noto grande storico che ha deliziato il numeroso pubblico con alcuni particolari sulla vita di San Francesco.
L'opera su tavola di dimensioni generose (164x95 cm) è stata realizzata con la consueta tecnica di pitto-scultura della Guarnieri, per celebrare gli ottocento anni dalla morte di San Francesco. Dunque per tutto il 2026 Anna Maria ha intenzione mettere a disposizione questa opera per tutte le autorità ecclesiastiche o istituzionali che vorranno esporla. Intanto ha inizio con la chiesa dell'Autostrada e poi ci farà sapere le varie tappe che già si profilano da mettere in calendario.
L'opera "La pace in cammino con fratello sole e sorella luna" ha ricevuto il commento critico del valente Dott, Claudio Roghi che qui riportiamo integralmente:
La Pace in Cammino – Un’Eucaristia di Materia e Spirito
L’opera "La pace in cammino, con fratello sole e sorella luna" di Anna Maria Guarnieri non è soltanto una pitto-scultura su tavola di imponenti dimensioni (164x95 cm); è un atto d’amore fuso nel legno, un’architettura dell’anima che fonde la ieraticità dell'arte sacra antica con una narrazione materica squisitamente contemporanea. Attraverso questo lavoro, l'artista non si limita alla pura rappresentazione figurativa, ma costruisce un vero e proprio simulacro vivente, dove l’essenza stessa del messaggio spirituale si incarna nella densità fisica dei materiali, quasi a voler toccare con mano il divino che risiede nel creato. La struttura ogivale della tavola, che richiama i polittici trecenteschi e la solennità dei tabernacoli gotici, viene reinterpretata da Guarnieri attraverso un linguaggio plastico che rompe la bidimensionalità del mondo per farsi abbraccio tridimensionale. La cornice dorata, arricchita da rilievi piramidali e culminante in una cuspide che punta dritta al cuore del cielo, funge da portale verso l'infinito. Tuttavia, è alla sua base che avviene l'innesto concettuale e spirituale più audace: l’inserimento di ingranaggi meccanici in rilievo che sembrano fuoriuscire dal piano dell'opera. Questi elementi, pur richiamando il mondo dell’industria e del fare umano, non sono freddi metalli, ma simboli di un cuore pulsante; suggeriscono che la pace non sia un’entità astratta o un dono passivo, bensì un meccanismo complesso che richiede la manutenzione quotidiana dell'amore, l'impegno costante della carità e una perfetta sincronia tra le anime. L'oro della trascendenza e il ferro della meccanica convivono sulla stessa superficie, indicando una via in cui lo Spirito deve necessariamente informare la materia per evitare che la storia umana si inceppi nel buio dell'indifferenza. Al centro di questo equilibrio cosmico si stagliano, con una dolcezza che commuove, le figure di San Francesco e Santa Chiara, colti in un incedere dinamico che è pura preghiera in movimento. I due santi non sono icone distanti o immobili, ma fratelli che camminano accanto a noi, viandanti della luce che portano il messaggio francescano nel cuore affannato del mondo intero e moderno. Le loro vesti, rese con una stesura pittorica densa e cromatismi che evocano il saio e la terra, parlano di un’umiltà che si fa gloria tra gli esseri umani, fratelli e sorelle. La luce che trasfigura il paesaggio retrostante, tra cipressi e colline, non proviene dall'esterno, ma sembra sgorgare dall'interno della materia stessa, come un’alba interiore che non conosce tramonto. La presenza delle colombe bianche, che volteggiano attorno alle figure e si posano con estrema tenerezza sulle loro spalle, è il connettore simbolico tra l'ansito umano di pace e la risposta sussurrata di Dio, creando un movimento ascensionale che solleva lo sguardo e il cuore verso l'alto. Salendo verso la cuspide, incontriamo un cielo di un blu profondo e mistico, dove il sole e la luna sono fusi in un unico volto antropomorfo di rara intensità. Questa unione sacra rappresenta il superamento di ogni dualismo: è il bacio tra il giorno e la notte, la conciliazione definitiva tra il maschile e il femminile, un’armonia universale che è la meta finale di ogni cammino di fede. Criticamente, l’opera della Guarnieri si distingue per la capacità di infondere un’anima nelle fibre del legno e bellezza nei colori; la pitto-scultura permette alla luce reale di interagire con le superfici, creando ombre e riflessi che mutano con l'ora del giorno, rendendo la tavola un organismo vivo che prega e respira insieme a chi la osserva. Non vi è separazione tra il sogno della pace e la fatica della sua realizzazione.

L'anima che l'artista mette nella materia traspare da una cura artigianale che è, in fondo, una forma di devozione, nobilitando elementi grezzi per comporre un inno solenne alla vita. In un’epoca di frammentazione, Anna Maria Guarnieri propone un manifesto di unità dove la fede, l’arte e la tecnica si tengono per mano in un abbraccio salvifico che tutto comprende e tutto cura. In definitiva, questo capolavoro ci lascia con una visione che va oltre l'estetica: è un invito a diventare noi stessi "esportatori di bene". La maestosità dell’amore e la dolcezza dei “Santi” ci sussurrano che ognuno di noi è un ingranaggio indispensabile nel grande orologio di Dio nostro signore sceso in terra per noi.
Quando usciamo dal cospetto di quest'opera, non siamo solo spettatori, ma testimoni chiamati a portare quel cammino fuori dai confini della tavola. Siamo chiamati a oliare gli ingranaggi della discordia con l'olio della gentilezza, a essere colombe che portano rami d'ulivo nelle case buie, a trasformare la nostra stessa vita in una pitto-scultura di luce eterna.
La speranza della Guarnieri è solida come il legno e luminosa come l'oro: un monito eterno a non smettere mai di camminare, perché ogni passo fatto nel bene è un passo verso l'abbraccio finale con Fratello Sole e Sorella Luna, nella luce infinita che non ha mai fine.
Claudio Roghi, alias Utodatodi


